Il bosco a scale di grigio

gennaio 18, 2011 § Lascia un commento

 anteo crocioni

La notizia è passata veloce, inaspettata, poco prima di Natale, ed è sparita quasi subito.  Battuta dall’Ansa ma non ripresa dai giornali. Forse per non disturbare le feste delle famiglie italiane avvertendole che i boschi stanno scolorandosi e che le cime degli alberi perdono foglie. O forse perché avrebbe bloccato le vendite di quelle torte a tronchetto, con dentro la crema e sopra un boschetto, l’agrifoglio e gli gnomi.  In breve:  l’Ansa ha scritto che nei boschi sbiadiscono i colori e le chiome diventano rade.  Le cause, facilmente immaginabili: l’inquinamento e i cambiamenti climatici.  Non è difficile immaginare che a tal disastro farà seguito la perdita dei suoni del bosco, dei suoi odori, del suo fascino misterioso. Il bosco è uno dei testi per l’educazione più importanti; ci parla di scienza, di arte, di musica, di letteratura di poesia. Qualche volta ho guidato i miei alunni in un bosco, quanta sorpresa ingenuità scoprivo nei ragazzi di città, incapaci di camminare in silenzio per ascoltarne i suoni, di riconoscere alberi, fiori, funghi. E quanto da imparare… Come saranno i boschi del futuro? A scale di grigio, come l’opzione risparmio della mia stampante, o virate in seppia, come la vecchia fotografia del bisnonno? E cosa farà un insegnante d’ arte  di fronte a tanti bei boschi della pittura, che i ragazzi non riconosceranno? E cosa capiranno, gli alunni,  di tante pagine  di letteratura? La ricerca per giovedì: intervistate il nonno su come era il bosco. Quando facevo le elementari, c’era il solito temino di ottobre: Cadono le foglie: luci e colori del bosco in autunno. Stucchevole e noioso, ma almeno non così triste.

Tuttavia  non preoccupiamoci troppo: si sa già che una multinazionale specializzata in aromi naturali  sta preparando un gioco da distribuire nelle scuole, per progetti di “sviluppo sostenibile”.  È un bel gioco, si possono montare, con dei pezzetti di plastica che riproducono tronchi, rami e foglie, delle   querce, faggi e pini, in scala 1:150, con tutti i colori proprio cosi come erano. Come i pupazzetti di Giurassic Parc. Naturalmente, sulla scatola, la pubblicità degli aromi “naturali” e magari un buono sconto per l’acquisto di qualche spray.  Un po’ come quando la Fiat regalava giochi su come rispettare l’ambiente, naturalmente andando in automobile.

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